Telefonata erotica in aeroporto

Come spesso accade durante l’anno, partii da Roma per raggiungere gli USA ed affrontare un meeting di lavoro voluto dalla mia azienda che collabora strettamente con una americana del nostro stesso settore. Nulla è diverso avvenne quel giorno. Mi alzai presto, il volo era alle 10:45 e mi preparai velocemente anche perché il grosso di ciò che avrei dovuto portare per una settimana a New York era già pronto dal giorno prima. Mia moglie Monica mi preparò una colazione veloce e salutato il nostro stupendo figlio nato solo due mesi prima, in trenta minuti fui già su un taxi.

Telefonata erotica non usuale, in aeroporto

Devo premettere che la mia storia con Monica non ha mai avuto grosse crisi ed anzi, la nascita di nostro figlio mi aveva dato solo una carica e una maggior convinzione di quello che erano i miei obiettivi di vita a livello familiare. Unica pecca che cominciai ad accusare da un po’ di tempo fu la carenza di una vita sessuale data prima dagli ultimi mesi di gravidanza e poi dai primi mesi di vita di Giulio che non ci permetteva di avere abbastanza tempo da dedicare ai nostri momenti intimi. Questa voglia di sesso sempre crescente si acuii proprio nel giorno meno adatto, la partenza per New York, ma fu qui che mi rivenne in mente una abitudine che mi confessò solo una settimana prima un mio caro amico ancora single, il telefono erotico.

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Provare per la prima volta il telefono erotico

Telefonata erotica in aeroporto
Telefonata erotica in aeroporto

Arrivai in aeroporto cercando di scrollarmi di dosso questo desiderio, mi misi in fila per il check in.

Non fui capace di mantenere a bada i miei pensieri erotici e ci voleva davvero poco per farli riaffiorare facendomi provocare una erezione che a fatica cercai di nascondere con non poco imbarazzo, la scollatura un po’ troppo evidente di una signora dal seno prosperoso, i pantaloni attillati sui bellissimi glutei di quella addetta alla sicurezza giovane e carina, ormai stava diventando un chiodo fisso che rischiava di distrarmi dal mio viaggio di lavoro. Decisi di dover rimediare in qualche modo.

Passai il check-in, risistemai le mie cose in tasca e col trolley al seguito cominciai a cercare il bagno più vicino, tanto avevo ancora tempo e non fu difficile trovarne uno. Entrai in quello per disabili non andandone particolarmente fiero ma essendo l’unico che lasciava la completa privacy essendo una stanza a sé la scelta fu obbligata. Pulii nel migliore dei modi la tazza e mi ci sedetti sopra, presi il cellulare e cominciai a cercare velocemente il sito che mi aveva indicato quel mio amico. Il mio pene ormai pulsava costantemente come se sapesse quello che stava per avvenire.

Entrato nel sito cominciai a scegliere la categoria di ragazze che mi avrebbe dato sollievo quel giorno. Era la prima volta che entravo dentro un sito di sesso telefonico ma con facilità trovai la sezione delle rosse, si, ho sempre avuto un debole per quelle ragazze anche se mia moglie è mora. Trovai subito quella che mi attizzava maggiormente grazie anche alle sue foto: Denise, ragazza smaliziata italiana di 29 anni con origini irlandesi dalla pelle chiarissima, un viso grazioso con uno sguardo intenso dagli occhi verdi e delle lentiggini graziose che le abbellivano il viso sulla parte del naso e degli zigomi e lunghi capelli mossi rossi naturali con un fisico dalle curve accentuate nei punti giusti. Il suo seno sodo e ben formato fu una delle caratteristiche che più mi colpirono. La chiamai col mio membro già in mano.

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Una scopata telefonica veloce ed intensa con Denise

Il telefono squillò per lunghi attimi, anche troppi, tant’è che pensai di riattaccare ma all’ultimo mi rispose Denise, la sua voce di una femminilità estrema. Mi chiese subito come mi chiamavo e dove mi trovassi, si scusò per avermi fatto attendere ma aveva sentito il telefono all’ultimo in quanto lavorando da casa stava facendo pulizie e subito la mia fantasia cominciò a vagare. Le chiesi se era quella in foto e lei mi rispose di sì e che potevo anche vederla sui social se non ci credevo. Le domandai come era vestita, lei mi disse che indossava degli shorts attillati neri e un top, entrambi sportivi con cui si trovava più comoda. Cominciò a stuzzicarmi definendomi un “curiosone” e che se volessi soddisfare ogni mia curiosità bastava solamente chiedere. Da gran ninfomane quale lei si rivelò al telefono erotico, confermando il mito sulle rosse, mi rivelò che l’idea di soddisfare un uomo d’affari in aeroporto la fece bagnare tutta inumidendo non poco i suoi shorts attillati separati dalla vagina solo da un sottile perizoma ormai zuppo. Cominciò a toccarsi e mi descrisse i suoi movimenti e su sua richiesta mi chiese come me la sarei voluta scopare lì in quel bagno mentre un altro viaggiatore intanto bussava alla porta probabilmente disabile poverino. Ormai non potevo smettere, le sue effusioni, i suoi gemiti e le sue provocazioni mi fecero venire copiosamente in pochi minuti. La chiamata erotica finì con la soddisfazione di entrambi, lei mi ringraziò e mi disse di richiamarla quando volevo, pulii velocemente il macello fatto, scaricai e uscii dal bagno dove subito dopo entro un ragazzo in carrozzina che mi guardò con sguardo torvo ma poco me ne fregava. Poco dopo mi chiamò mia moglie chiedendomi se mi stessi imbarcando, le risposi che ero quasi al gate e che ancora non fossi lì a causa di una sosta improvvisa al bagno poi riattaccai e con mia sorpresa non provai nessun senso di colpa in quanto effettivamente non mi sentivo di averla effettivamente tradita. Durante la mia permanenza a New York ripensai a quest’avventura erotica al telefono con Denise e mi promisi di richiamare quella stupenda ragazza di origine irlandese se e quando periodi di astinenza con la moglie fossero riaccaduti. Comprai un regalo a mia moglie che di tutta questa faccenda in fondo colpe non ne aveva e anche un piccolo pensierino al mio amico come ringraziamento per avermi fatto scoprire il mondo dei numeri erotici.